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Il bilancio, l'analisi della liquidità e il budget

Premessa - Analisi finanziaria - Analisi preventiva - Analisi economica.

 

 

 

 

Premessa

Abbiamo spiegato, nei capitoli precedenti, che la contabilità permette di riepilogare tutti gli accadimenti economici di un determinato periodo (in genere l'anno) e di redigere il bilancio dell'attività svolta.

Questo può essere effettuato con due diversi criteri:

 

a) economico,

b) di cassa.

 

I risultati che si ottengono sono diversi, in quanto il primo si basa sulla correlazione tra costi e ricavi indipendentemente dalla riscossione e/o pagamento, mentre il secondo si basa sul con­fronto tra le entrate e le uscite di un determinato periodo.

Nell'ambito professionale è maggiormente diffuso quello basato su criteri di cassa, sia perché il fisco lo utilizza (pur con alcune eccezioni) per determinare il reddito, sia perché più com­prensibile ai medici. Tuttavia è bene chiarire sin dall'inizio che è sempre opportuno considera­re sia l'aspetto economico sia finanziario in quanto, in caso contrario, si giungerebbe a inter­pretazioni errate dei risultati. Si preferisce chiarire questo concetto con semplici esempi, piut­tosto che fare lunghi discorsi dettati dalla dottrina aziendalistica.

Si pensi ad un medico che acquista nell'anno un ecografo e lo paga

immediatamente, oppu­re ad un altro che effettua importanti interventi chirurgici presso una clinica e viene però paga­to nell'anno successivo e/o a un dentista che esegue un impianto osseo integrato di tutta l'ar­cata superiore ed il pagamento della sua prestazione viene fatto sempre nel successivo anno. In tutti questi casi, un bilancio basato esclusivamente sui principi di cassa sarebbe poco signi­ficativo e porterebbe alla conclusione che lo studio non lavora e non guadagna (mentre inve­ce aspetta solo di incassare).

L'obiettivo

Lo scopo del paragrafo è di spiegare al professionista come utilizzare i dati che ha a disposizio­ne (contabilità, fatture, schede clienti fornitori, preventivi, etc.) per ottenere informazioni sull’andamento dello studio.

Consapevoli del fatto che il medico e il dentista non sono dei com­mercialisti o esperti del settore, abbiamo creato semplici fogli di calcolo che guideranno l'anali­si e faciliteranno il lavoro: il professionista, dopo un'attenta lettura della guida e un po' di pra­tica con i fogli di calcolo, riuscirà facilmente ad applicare le tecniche di analisi che verranno pre­sentate nelle prossime pagine.

In sintesi le tecniche che si possono applicare per l'analisi sono:

Analisi finanziaria

  • consuntiva (analisi di liquidità o rendiconto finanziario)
  • preventiva (liquidità generata o prodotta)
  • consuntiva (bilancio)
  • preventiva (budget economico)

Analisi economica

 

In questa guida svilupperemo l'analisi finanziaria (o di cassa) sia consuntiva che preventiva, mentre l'analisi economica verrà solo accennata.

Prima di entrare nel merito dell'argomento è opportuno chiarire il significato di:

a) bilancio preventivo;

b) bilancio consuntivo.

 

  • Il bilancio preventivo è sostanzialmente il budget in cui vengono previste le
  • spese e le entra­te che si realizzeranno in un determinato periodo dell'anno (mese, trimestre, anno);
  • il bilancio consuntivo è invece la fotografia ad una determinata data di tutte le spese e le entrate che sono avvenute in un lasso di tempo (di solito un anno solare).

Poter predisporre di bilanci preventivi e poi confrontarli con i consuntivi è molto importante, in quanto offre la possibilità di verificare se le stime siano state rispettate e, in caso di scostamenti, analizzare meglio i fenomeni che hanno portato a queste variazioni, per poter effettuare dei cam­biamenti, laddove ve ne fosse bisogno e possibilità. Inoltre riuscire ad effettuare un raffronto tra più esercizi (consuntivi), sia annualmente che mensilmente, è sicuramente utile per migliorare l'an­damento della propria attività e raggiungere gli obiettivi prefissati; se fosse possibile confrontare anche i propri dati con quelli medi del settore lavorativo, sarebbe cosa ancora più valida.

Analisi finanziaria consuntiva

L'analisi della liquidità o rendiconto finanziario: 2 modelli

L'analisi di liquidità (o di cassa, o rendiconti finanziari) ha una funzione consuntiva e serve ad analizzare la gestione dello studio dal punto di vista finanziario:

 

  • indica dove ho utilizzato la mia liquidità;
  • permette di capire dove posso risparmiare;
  • è il punto di partenza per previsioni di liquidità (budget).

 

Analizzeremo in seguito 2 modelli che il professionista può seguire per l'analisi della liquidità.

Primo modello: rendiconto finanziario delle entrate e uscite

Il rendiconto finanziario serve per comprendere come lo studio abbia disperso o generato la propria liquidità durante l'anno, in modo da poter intervenire nel


futuro. È pure uno strumento di controllo: il saldo liquido da estratti conto deve coincidere con quel­lo del rendiconto finanziario.

 

Se così non fosse:

  • potrebbero esserci possibili errori nella contabilità (ad es.: si sono invertiti i numeri: 91.000 è diverso da 19.000);
  • potrebbero esserci delle dimenticanze (es.: non ho registrato delle fatture);
  • potrebbero esserci degli ammanchi e furti;
  • potrebbero essersi verificate tutte le situazioni sopra descritte.

 

Presentiamo un modello standard che ogni medico può adattare alle proprie esigenze.

 

Il punto di partenza per l'analisi è conoscere la liquidità generata nell'anno: ciò si ottiene facendo una sem­plice differenza tra ciò che possedevo nella cassa e nella banca all'inizio dell'anno e ciò che mi ritro­vo alla fine dell'anno: l'importo è anche denominato variazione saldo liquido contabile.

 

Se la variazione è positiva, vuole dire che ho prodotto liquidità; se negativa vuol dire che ho distrut­to liquidità. Abbiamo creato un semplice foglio in Excel, denominato Rendiconto Finanziario, repe­ribile sul sito www.studio-bodini.it, per agevolare il calcolo del saldo liquido contabile:

 

 

 

31/12/

01/01/

Variazione

 

Disp. Liquide (cassa+ f.di)

0,00

0,00

0,00

 

c/c bancari passivi

0,00

0,00

0,00

 

Altri cred. Comm (riba)

0,00

0,00

0,00

 

depositi e cc attivi

0,00

0,00

0,00

 

SALDO LIQUIDO CONTABILE

 

 

0,00

0,00

 

0,00

 

 

 Facciamo un esempio di variazione positiva:

 

 

31/12/

01/01/

Variazione

 

Disp. Liquide (cassa+ f.di)

1.500,00

1.000,00

500,00

 

c/c bancari passivi

-200,00

-60,00

-140,00

 

Altri cred. Comm (riba)

 

 

0,00

 

depositi e cc attivi

3.000,00

2.500,00

500,00

 

SALDO LIQUIDO CONTABILE

4.300,00

3.440,00

 

860,00

 

Nell'esempio in un anno la gestione dello studio ha prodotto 860 euro di liquidità.

 

Vediamo ora un esempio di variazione negativa:

 

 

31/12/

01/01/

Variazione

 

Disp. Liquide (cassa+ f.di)

500,00

1.000,00

-500,00

 

c/c bancari passivi

-200,00

-60,00

-140,00

 

Altri cred. Comm (riba)

 

 

0,00

 

depositi e cc attivi

2.140,00

2.500,00

-360,00

 

SALDO LIQUIDO CONTABILE

2.440,00

3.440,00

 

-1.000,00

 

Nel secondo esempio la variazione è pari a -1.000 e ciò significa che ho “disperso” nell'anno tale importo (da un saldo di 3.440 euro di inizio anno, ora ho 2.440 euro).

Il saldo liquido contabile (e la sua variazione) è un dato tuttavia grezzo e va interpretato cer­cando di ricostruire dove ho utilizzato la mia liquidità e, al contrario, come l'ho generata.

 

Per conoscere quanto sopra enunciato devo predisporre un rendiconto finanziario che non si limiti a effettuare una semplice differenza tra liquidità finale ed iniziale, bensì mostri come effettivamente la mia liquidità è stata utilizzata.

 

Per farlo utilizziamo un semplice foglio di Excel, “Rendiconto Finanziario: foglio 2 entrate ed uscite”, sempre reperibile sul sito www.studio-bodini.it che ogni singolo professionista potrà adattare alle proprie esigenze.

 


ENTRATE (segno +)

 

Clienti incassati

160.000,00

Smobilizzazioni/ cessioni di beni

17.100,00

Apporti titolare + finanziamenti dell’anno + altre

0,00

 

 

USCITE (segno -)

 

(-) Fornitori pagati

-65.000,00

(-) spese personale

-40.000,00

(-) spese generali ed altre

-5.000,00

(-) oneri diversi (es.: mutui, interessi)

-6.000,00

(-) acquisto beni strumentali

0,00

(-) prelievi titolare

-46.800,00

(-) imposte e contributi

-16.000,00

 

 

TOTALE FONTI DI LIQUIDITÀ

177.100,00

TOTALE IMPIEGHI DI LIQUIDITÀ

-178.800,00

Liquidità generata

-1.700,00

 

La prima sezione riguarda le entrate: queste generano liquidità, di conseguenza avranno un segno positivo:

 

  • clienti incassati: tutti i compensi fatturati e anche tutte le entrate che esulano da parcelle e fatture (es.: indennizzi assicurativi);
  • cessione beni strumentali: inserisco il prezzo di vendita;
  • apporti del titolare;
  • finanziamenti dell'anno: inserisco l'importo del prestito concesso nell'anno; è un debito, ma in termini monetari è un'entrata;
  • altre entrate: inserisco tutte le voci che incrementano la liquidità non inserite nelle caselle

 

La seconda sezione riguarda le uscite: utilizzano liquidità, di conseguenza avranno un segno negativo:

 

  • fornitori pagati: tutti i fornitori pagati;
  • spese del personale: vanno inserite tutte le spese che riguardano dipendenti e collaboratori;
  • oneri diversi: gli interessi passivi (relativi a conti correnti e fidi), le sanzioni, le rate mutui e finanziamenti (inserisco le rate con gli interessi solo se non li ho già imputati);
  • acquisto beni strumentali: inserisco il prezzo pagato per l'acquisto;
  • prelievi del titolare;
  • imposte e contributi: IRPEF, IRAP, INPS, ENPAM;
  • spese generali e altre: inserisco tutte le voci che decrementano la liquidità, non inserite nel­le caselle precedenti.

 

Alla fine della compilazione otterrò la liquidità generata o dispersa che deve coincidere con il saldo liquido contabile e potrò analizzare dove è stata utilizzata e dove posso migliorare la gestione. Infatti, mentre il saldo liquido contabile è un dato preciso (perché desunto dagli estratti conto), ma dal quale non posso trarre informazioni aggiuntive, il rendiconto finanzia­rio ricostruisce in che modalità si è formato il saldo ottenuto.

Vediamo di seguito un esempio di compilazione, supponendo che il nostro saldo liquido con­tabile sia pari a -1.000 euro.

 

ENTRATE (segno +)           

 

Clienti incassati

160.000,00

Smobilizzazioni/cessioni di beni

17.100,00

Apporti titolare + finanziamenti dell'anno + altre

0.00

 

 

USCITE (segno -)

-65.000,00

(-) Fornitori pagati

0,00

(-) spese personale

-40.000.00

(-) spese generali ed altre

-5.000,00

(-) oneri diversi (es.: mutui, interessi)

-6.000,00

(-) acquisto beni strumentali 

0.00

(-) prelievi titolare

-46.000,00

(-) imposte e contributi

-16.000,00

 

 

TOTALE FONTI DI LIQUIDITÀ

177.100.00

TOTALE IMPIEGHI DI LIQUIDITÀ

-127.080.00

Liquidità generata

-1.700,00

 

Dopo aver compilato tutti i campi del modello, ritrovo una perdita di liquidità per 1.700 euro; questa è la liquidità che la mia gestione ha disperso nell'esercizio. Osserviamo per prima cosa che tale dato è diverso dal saldo liquido contabile che abbiamo detto per ipotesi pari a 1.000 €. Ciò può dipendere dal fatto che:

 

  • non ho registrato correttamente tutti i compensi e le spese in contabilità;
  • ho fatto errori di registrazione (ad esempio, ho invertito qualche cifra);
  • qualcuno mi ha sottratto soldi in cassa.
  •  

Inoltre il medico, osservando che la sua gestione brucia liquidità, potrà sollecitare i pazienti per il pagamento di parcelle, potrà dilazionare o posticipare i pagamenti dei fornitori evitando in tal modo di restare senza liquidità e/o di peggiorare ulteriormente la sua situazione finanziaria.

 

Questo è solo un esempio, ma le considerazioni che si possono trarre sono molteplici: in que­sto caso il motivo della perdita di liquidità dipende dagli eccessivi prelievi a titolo personale.

Secondo modello: rendiconto finanziario partendo dal reddito conseguito

Il rendiconto finanziario può anche essere costruito partendo dal reddito dichiarato ai fini fisca­li (quadro E modello unico).

 

Ribadisco che, come per il modello precedente, si tratta solo di un suggerimento e che ogni singolo professionista potrà adattare lo schema alle proprie esigenze.

Anche questo modello si trova sul sito www.studio-bodini.itrendiconto finanziario reddito conseguito”.


ANALISI DI LIQUIDITA’ DAL 31/12/N AL 31/12/N+1 

 

 Segno +

Reddito conseguito

0,00

Apporti da titolare

 0,00

Ammortamenti

0,00

Accensione prestiti/finanziamenti

0,00

Cessione beni strumentali

0,00

Differenza tra ritenute applicate e ritenute pagate

0,00

Accantonamento TFR

0,00

Liquidità lorda

 0,00

 

Segno -

Prelievi titolare

0,00

Ritenute subite

 0,00

Differenza tra ritenute applicate e ritenute pagate

 0,00

Costi indeducibili e imposte

0,00

Rimborsi prestiti

 0,00

Acquisto beni strumentali

 0,00

Costi personali

 0,00

Costi deducibili al 50%

0,00

 

 

Totale flussi in uscita

0,00

Liquidità netta

0,00

 

Con questo modello si ottiene lo stesso risultato del precedente, ovvero la liquidità prodotta nel periodo, ma attraverso un percorso indiretto: partendo dal reddito contabile conseguito (quello dichiarato nel modello unico) cerchiamo di ricostruire la liquidità effettivamente pro­dotta o persa.

 

Il modello è diviso in 2 sezioni e l'inserimento dei dati segue la stessa logica del precedente.

 

1) La prima sezione contiene tutte le voci che andranno sommate al reddito:

 

  • gli ammortamenti e gli accantonamenti sono una voce di costo che abbassano il reddito contabile, ma che non implicano alcuna uscita reale. Di conseguenza, dovrò sommare al reddito tale voce, incrementandolo;
  • gli apporti del titolare: aumentano la liquidità (la cassa) dello studio, ma non sono un compenso da prestazione e quindi non sono stati considerati nel computo del reddito; di conseguenza, sommiamo anche questa voce;
  • accensione prestiti;
  • la cessione dei beni strumentali: inserisco il prezzo di vendita;
  • differenza positiva tra ritenute effettuate e pagate: se le ritenute effettuate sono maggio­ri di quelle pagate, possiedo più liquidità (spesso avviene tra un anno e l'altro: ritenute applicate a dicembre con il pagamento della fattura, ma che verranno pagate a gennaio).

2) La seconda sezione contiene tutte le voci che rappresentano uscite monetarie, ma che non hanno influenzato il reddito e che quindi vanno sottratte:

  • i prelievi del titolare: diminuiscono liquidità;
  • rimborsi prestiti: sono le rate dei mutui e dei finanziamenti al netto degli interessi (quest'ultimi sono già stati sottratti nel computo del reddito);
  • differenza negativa tra ritenute effettuate e pagate: segue la stessa logica di cui al punto 1. Se le ritenute pagate sono maggiori di quelle effettuate, ho un esborso di liquidità (es.: anno N + 1- 2009) pago le ritenute di anno N);
  • i costi personali: sono costi non compresi nel reddito, ma che comunque decrementano la liquidità;
  • i costi indeducibili: non sono stati dedotti dal reddito, ma sono stati comunque sostenu­ti.

Tra il computo dei costi indeducibili figurano anche le imposte sul reddito;

  • i costi indeducibili al 50% (per quest'ultimi inseriremo solo la parte non deducibile, per­ché quella deducibile è già stata decurtata dal computo del reddito).

 

Vediamo un esempio di compilazione: Anno N+1

 

 

 ANALISI DI LIQUIDITA’ DAL 31/12/ ANNO N AL 31/12/ ANNO N+1

 

 

 

 

Segno +

Reddito conseguito

40.000,00

Apporti da titolare

 0,00

Ammortamenti

1.000,00

Accensione prestiti/finanziamenti

0,00

Cessione beni strumentali

17.100,00

Differenza tra ritenute applicate e ritenute pagate

0,00

Accantonamento TFR

3.000,00

Liquidità lorda

61.100,00

 

 

Segno -

Prelievi titolare

- €

46.800,00

Ritenute subite

- €

 0,00

Differenza tra ritenute applicate e ritenute pagate

- €

 0,00

Costi indeducibili e imposte

- €

16.000,00

Rimborsi prestiti

- €

 0,00

Acquisto beni strumentali

- €

 0,00

Costi personali

- €

 0,00

Costi deducibili al 50%

- €

0,00

 

 

 

Totale flussi in uscita

-

62.800,00

Liquidità netta

-

1.700,00

 

Il risultato è il medesimo conseguito con il modello precedente.

L'esempio permette di comprendere perché nella dichiarazione denuncio un certo reddito e invece i soldi in banca non ci sono (nell'esempio ho dichiarato 40.000 euro, mentre in banca ho perso 1.700 euro): le differenze possono essere causate da vari fattori: nel caso specifico ho prelevato più di quanto è il reddito.

In seguito potrò analizzare la situazione e cercare dei rimedi: ad esempio, se noto che i prelie­vi personali sono elevati e riducono la liquidità dello studio in modo gravoso, dovrò cercare in conseguenza di ridurli; le stesse valutazioni potrebbero essere effettuate per l'acquisto di beni strumentali con lo scopo di non ridurre eccessivamente le disponibilità liquide.

Analisi finanziaria preventiva

Il budget di cassa o previsione di liquidità

Dopo aver trattato il rendiconto finanziario e le modalità per comprendere a posteriori come si è dispersa o accumulata la liquidità in un determinato periodo, concentriamo ora la nostra atten­zione sulla previsione di liquidità, ovvero come si evolverà la mia liquidità nell'immediato futuro.

 

Approfondiremo come il medico e/o dentista può, tramite semplice foglio di calcolo, chiamato Previsione di liquidità, - che si trova sul sito internet wvwv.studio-bodini.it, riuscire a compren­dere come si evolverà la situazione finanziaria (liquida) dello studio nel breve periodo (anno, tri­mestre, mese) e quali fattori la influenzano. Si precisa che i flussi monetari accolti nelle previsio­ni di liquidità sono relativi a:

 

  • Entrate di cassa
  • Uscite di cassa

a) le entrate

- collegate ai compensi dell'esercizio;

- collegate al realizzo di investimenti (vendita macchinari);

- collegate a finanziamenti esterni, tramite apporto di capitale proprio o di capitale di terzi (mutui);

b) le uscite

- collegate alle spese d'esercizio (acquisto di materiale, spese generali, etc.);

- collegate ad investimenti (acquisto di impianti);

- collegate al rimborso di debiti e di capitale proprio.

 

Utilizzare un modello di previsione di liquidità aiuterà a:

  • controllare i flussi di entrata e di uscita;
  • valutare l'operato dello studio e prendere le opportune decisioni;
  • controllare il conto corrente per evitare di finire in “rosso”;
  • comprendere quanta liquidità il fisco “brucerà”;
  • comprendere perché ho dichiarato un utile nella dichiarazione, ma non ho liquidità;
  • comprendere se il reddito che dichiaro è credibile.

Differenza tra reddito imponibile e reddito disponibile

 

Prima di continuare, mi preme sottolineare la differenza tra reddito imponibile dichiarato ai fini fiscali e reddito reale (disponibile).

Comprendere questo concetto è basilare, in quanto “lo Sta­to”, come vedremo più avanti, è socio di maggioranza in ogni attività, sia perché impone del­le aliquote progressive molto elevate, sia perché non permette di dedurre alcune voci di spesa (si pensi all'auto, al telefono, alle imposte, etc.)

 

Il reddito imponibile è il reddito che troviamo in dichiarazione ed è quindi il reddito su cui andranno calcolate le imposte. Un elenco non esaustivo dei costi non spesabili è il seguente:

 

  • IRAP; IMU-ICI; imposte sul reddito
  • Enpam (non si deduce dal reddito professionale, ma dal reddito personale);
  • Costi indeducibili (autovettura 80%, telefono 20%, spese convegni 50%, ristoranti 25%);
  • Acquisto beni ammortizzabili (non deduco l'intera spesa, ma solo la quota ammortamento;
  • Sanzioni indeducibili.

 

Il reddito disponibile è quello reale: Entrate effettive - Spese sostenute comprese quelle inde­ducibili e le imposte; il reddito disponibile esula dalle norme fiscali; è una semplice sottrazione di compensi e spese.

 

Chiariamo il concetto con un esempio:

 


Compensi

300.000

Costi deducibili

230.000

Costi indeducibili

10.000

Spese per acquisto strumentale

30.000

Reddito tassabile (300.000 – 230.000)

70.000

Imposte e contributi

32.077

Costi indeducibili

10.000

Spese per acquisto strumentale

 

30.000

Reddito disponibile

-2.077

 

Il reddito imponibile (70.000 euro) si ricava sottraendo ai compensi le spese deducibili. Su que­sto importo devo calcolare in seguito le imposte e i contributi. Si noti che i 30.000 euro per l'acquisto del bene strumentale non sono stati spesati: nei costi deducibili è stata aggiunta la quota di ammortamento dell'anno.

Il reddito disponibile o effettivo, dopo aver imputato le imposte e contributi, è negativo! Come è possibile? La risposta è semplice: fiscalmente ho un cospicuo reddito, ma non ho tenuto con­to di altri esborsi reali tra cui le spese indeducibili, le spese per l'acquisto del bene strumenta­le e le imposte. (300.000,00 - 230.000,00 - 32.077,00 - 10.000,00 - 30.000,00 = -2.077,00).

Concentriamoci ora sui vari modelli di previsione di liquidità.

Il modello di previsione di liquidità

Per evitare analisi troppo complesse e inutili al nostro scopo abbiamo creato appositamente un foglio di calcolo relativamente semplice che permette di effettuare l'analisi di liquidità, con una buona stima, ma senza divagare in dettagli prettamente tecnici e adatti ad altre figure professionali (commercialisti, analisti, etc.).

Con alcuni esempi analizziamo tutti i passaggi e le valutazioni per effettuare una corretta previsione di liquidità.

 

Vedremo tre tipi di analisi:

  • mensile,
  • trimestrale,
  • annuale.

Si premette che i fogli di calcolo delle imposte non tengono conto di tutte le variabili, che si modificano da soggetto a soggetto, tuttavia consegnano risultati abbastanza reali e quindi sono più che sufficienti per il nostro lavoro (ad esempio, il calcolo dell'IRAP non tiene conto delle detra­zioni dei dipendenti, mentre per l'IRPEF non si tiene conto degli oneri deducibili personali, dei familiari a carico).

I fogli di calcolo si trovano direttamente sul sito all'indirizzo www.studio-bodini.it, nome foglio “Previsione di liquidità”.

Ricordo che ogni foglio di calcolo può e deve essere adattato alla propria realtà.

La previsione di liquidità mensile

La previsione di liquidità mensile è la più semplice, perché si basa su un intervallo temporale abbastanza breve: con questo modello potrò, conoscendo la liquidità ad inizio mese, stimare quanta ne avrò alla fine del mese e se potrò rispettare gli impegni.

Molti medici effettuano que­sto conteggio a mente, tuttavia è opportuno imparare ad utilizzare semplici fogli di calcolo.

Per la compilazione ci aiuteremo con un esempio.

Primo passo: l'inserimento dei dati

Ipotizziamo di voler effettuare un'analisi previsionale per il mese successivo.

Inserirò inizialmente le mie disponibilità liquide ad inizio mese: cassa, banche ed anche even­tuali ricevute bancarie emesse (è liquidità disponibile).

Ricaverò in questo modo il saldo liquido contabile attuale con le stesse logiche spiegate nel paragrafo relativo al rendiconto finanziario (nell'esempio: + 7.100 euro).


 

PREVISIONE LIQUIDITA' MENSILE

mese di febbraio

Disp. Liquide cassa+fondi

2.000,00

c/c bancari (se passiva segno -) + riba

5.100,00

SALDO LIQUIDO CONTABILE

7.100,00

 

 

LIQUIDITA'

7.100,00

 

 

mese di febbraio

 

 

 

Cassa + Fondi

2.000,00

 

 

 

Banca attiva (se passiva segno -) + riba.

5.100,00

 

 

 

SALDO LIQUIDO CONTABILE

7.100,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrate da incassare

 

 

 

 

compensi previsionali

160.000,00

 

 

 

smobilizzazioni / cessione beni

10.000,00

 

 

 

apporti del titolare (soldi personali)

0,00

 

 

 

(-) Uscite da versare (mettere segno -)

 

 

 

 

Materiale

-121.100,00

 inserire in queste celle il segno meno!

 

spese personale

-40.000,00

spese generali

-5.000,00

oneri diversi (es.: mutui, interessi)

-1.000,00

prelievi titolare a scopo personale

-9.700,00

acquisto beni strumentali

-2.000,00

 

 

 

 

 

TOTALE FONTI DI LIQUIDITA'

170.000,00

 

 

 

TOTALE IMPIEGHI DI LIQUIDITA'

-178.800,00

 

 

 

SALDO FONTI IMPIEGHI

-8.800,00

 

 

 

LIQUIDITA' PREVISTA

-1.700,00

 

 

 

 

In seguito dovrò inserire i dati che si basano su stime previste per il mese successivo:

  • compensi previsionali:

1)      i clienti da incassare: è un dato facilmente quantificabile, in quanto riferito a prestazioni già effettuate che devono essere ancora incassate;

2)      le entrate previsionali: è una stima delle prestazioni che effettuerò nel mese; si possono quantificare con l'ausilio dell'agenda degli appuntamenti e sull'esperienza pregressa (dati storici);

  • cessioni di beni: prezzo di vendita;
  • apporti del titolare ed altre entrate;
  • materiale: stimabile in proporzione ai compensi previsionali; più elevata la mole di lavoro prevista (compensi) e più materie prime dovrò acquistare;
  • spese del personale: è una spesa fissa se non si tiene conto degli straordinari;
  • oneri diversi;
  1. gli interessi sono una spesa stimabile osservando gli estratti conti bancari (es.: interessi tri­mestrali);
  2. le rate mutuo è una voce di spesa fissa facilmente verificabile;
  • spese generali: rientrano in questa sezione tutte le voci di spesa che si pensa si verificheran­no nel mese successivo e che non rientrano in quelle precedenti tra cui anche le imposte ed i contributi (IRPEF, IRAP, Inps, Enpam, Inail, tassa rifiuti);.
  • acquisto beni strumentali: costo di acquisto;
  • prelievi titolare.

È consigliabile per una corretta compilazione del modello cercare di suddividere le voci di spe­sa in fisse e variabili.

Le spese fisse sono tutte quelle spese che il professionista si trova a dover affrontare costantemente: le bollette energetiche, gli affitti, le rate leasing e finanziamenti, le spese del personale.

Le spese variabili sono tutte quelle spese che il professionista affronta in relazione ad alcune variabili: le spese per materiale dentale sono, ad esempio, in relazione alla mole di lavoro, le spese per prestazione rese da laboratori odontotecnici.

Dopo aver effettuato questa ripartizione, potrò effettuare una valutazione più approfondita in quanto le spese fisse sicuramente saranno ricorrenti (in genere ogni mese) mentre le spese variabili si potranno generare a seconda dei casi. Dovrò stimare, ad esempio, molte spese per laboratori odontotecnici, se ho in programma nel mese di fare operazioni che riguardano le protesi o dovrò stimare acquisti di attrezzature, se ho in programma interventi per i quali neces­sito di nuovi beni strumentali. Si veda nella tabella sottostante un esempio di compilazione.

ESEMPIO 1

 

Entrate da incassare

 

Compensi previsionali

160.000,00

Smobilizzazioni / cessioni di beni

10.000,00

Apporti titolare ed altre

0,00

 

 

Uscite da versare (mettere segno -)

 

(-) Materiale

-121.100,00

(-) spese personale

-40.000,00

(-) spese generali

-5.000,00

(-) oneri diversi (es.: mutui, interessi)

-1.000,00

(-) prelievi titolare

-9.700,00

(-) acquisto beni strumentali

-2.000,00

 

 

TOTALE FONTI DI LIQUIDITÀ 

+170.000,00

TOTALE IMPIEGHI DI LIQUIDITÀ

-178.800,00

SALDO FONTI IMPIEGHI

-8.800,00

LIQUIDITA’ PREVISTA 

-1.700,00

Secondo passo: l'analisi dei risultati

Dopo aver inserito le varie voci sopra descritte, otter­remo come risultato la liquidità disponibile prevista a fine mese.

Potrò ottenere una liqui­dità positiva e quindi sarò in grado di far fronte agli impegni, oppure potrò ottenere una liquidità negativa (conto corrente in rosso).

 

Nell'esempio 1 possiamo osservare che partendo da un saldo liquido di 7.100 euro, a fine mese i miei conti correnti saranno negativi (Saldo iniziale + /- liquidità generata/utilizzata = + 7.100,00 - 8.800,00 = -1.700,00 euro); questo invoglierà a trovare soluzioni migliorative.

Sicuramente alcuni costi fissi difficilmente saranno rinviabili: stipendi, mutui, imposte, utenze.

Potrò tuttavia ridurre o posticipare ove possibile gli acquisti che avevo preventiva­to; cercherò di posticipare il pagamento dei fornitori avvertendoli per tempo; potrò solle­citare incassi dai clienti.

 

L'analisi mensile, con l'ausilio del programma, facilita quindi il professionista nella comprensione della situazione che sicuramente già effettuava, maga­ri nella sua testa, anche senza il foglio di calcolo.

Previsione di liquidità trimestrale

L'analisi trimestrale segue le stesse logiche dell'analisi mensile, ma permette di effettuare un'analisi a lungo raggio.

Il punto di partenza è il saldo liquido contabile e successiva­mente il professionista, utilizzando gli stessi criteri enunciati nella previsione mensile, può procedere all'inserimento dei dati anche nei 2 mesi successivi.

La valutazione sarà più dif­ficile, ma l'esperienza lavorativa pregressa dovrebbe aiutare ad effettuare stime valide.

 

Voci fisse:

  • si noti che alcune spese rimangono costanti (costi fissi): personale, mutuo, interessi passivi.

Voci variabili:

 

  • Compensi previsionali:
  1. per la stima delle parcelle clienti ancora da incassare si può ipotizzare, per prudenza, una percentuale (2%-5%) di insolventi (dipende dalla tipologia di clientela): sono comunque prestazioni già effettuate e pertanto facilmente quantificabili;
  2. per la stima delle parcelle da emettere, ovvero delle prestazioni future, ci si può basa­re, oltre che sul calendario degli appuntamenti, anche su dati storici. (Guardando le parcelle degli anni precedenti, ad esempio, osservo che sistematicamente ad aprile, mag­gio e dicembre c'è un aumento delle entrate, mentre nei mesi di gennaio e settembre sussiste un forte calo delle medesime).

 

Vediamo un'esemplificazione pratica seguendo l'esempio precedente e supponendo che il professionista voglia effettuare una previsione nei tre mesi successivi (mese odierno: gennaio).

Utilizzeremo un foglio di calcolo simile a quello mensile come da figura 1 sottostante che si trova sul nostro sito internet denominato: “Previsione liquidità trimestrale”.

 

A questo punto si può effettuare un'analisi più approfondita della precedente: andrò ad osser­vare la stima di liquidità che si prospetta nei prossimi mesi e, se noto che non sarò in grado di fronteggiare gli impegni, dovrò tempestivamente porvi rimedio. Nell’esempio, durante il mese di febbraio, secondo le nostre stime, il saldo liquido sarà negativo (-1.700).

Fig. 1

Avendo però preso coscienza, attraverso il foglio di calcolo, che nei mesi successivi avrò probabilmente un aumento di fatturato, potrò, se necessario, posticipare alcune scadenze nei mesi successivi evi­tando così di ritrovarmi senza liquidità.


Fig. 2

Nell'esempio in figura 1 basterà posticipare al mese di marzo i fornitori per un importo di 2.000 euro. La disponibilità liquida a febbraio diverrà 300 euro (vedi figura 2).

Questo è solo un esempio, ma ogni professionista potrà simulare come varierebbe la situazione modificando una voce di entrata o di uscita, ponendo sempre attenzione a quelle ricorrenti (costi fissi) e a quelle irrinunciabili (es.: spese di materiale necessario agli interventi).

Previsione di liquidità annuale

L'analisi annuale mi permette di effettuare una previsione a lungo periodo per poter program­mare eventuali investimenti e, soprattutto, calcolare già a fine anno quante imposte e contri­buti dovrò pagare nell'anno successivo, evitando in tal modo di ritrovarmi senza liquidità.

Una programmazione annuale è più impegnativa e necessita di particolare attenzione da parte di chi si appresta ad effettuare la previsione, ma, con l'aiuto dell'esperienza lavorativa e attraver­so il confronto con i bilanci precedenti, si può raggiungere un risultato soddisfacente.

 

Abbiamo creato un foglio di calcolo simile a quelli precedenti, ma con qualche accortezza aggiunta. Il primo passo è sempre quello di inserire i dati.

  • Aprire il foglio di calcolo “Previsione di liquidità” e selezionare il foglio “Enpam” (figura 3) ed inserire i dati richiesti: l'età ed il reddito imponibile dei 2 anni precedenti; questi dati servo­no per poter calcolare i contributi Enpam e le imposte che andrò a versare nell'anno di cui sto effettuando la previsione di liquidità.

Fig. 3

  • Compilare, dopo aver inserito l'anno di nostro interesse, la sezione dei dati contabili pre­senti sullo stesso foglio di calcolo nella sezione “annuale” (figura 4) seguendo gli stessi cri­teri già enunciati nelle analisi precedenti.

Fig. 4

Dopo aver inserito questi dati, saremo in grado di prevedere la disponibilità liquida a fine anno ed anche le imposte ed i contributi Enpam dovuti.

 

Vediamo di seguito un esempio di compilazione che segue gli stessi criteri delle analisi descrit­te in precedenza.

Dopo aver compilato attentamente ogni singola voce, avrò una stima della liquidità che ritroverò a fine esercizio. Il modello tiene in considerazione anche le imposte e i contributi che dovrò effettivamente pagare nell'anno.

Non essendo un programma di contabilità, imposte e contributi non sono esatti (non si tiene conto, ad esempio, per l'IRAP, delle detra­zioni da lavoro dipendente), ma sono comunque stimati con buona approssimazione e quindi utili al nostro scopo.

Comunque, a giugno, quando il commercialista comunicherà l'esborso delle imposte dovute potremmo sostituire l'importo stimato con quello reale (nel modello è stata creata una casella apposita) e ottenere così una previsione di liquidità più accurata.

Si noti anche che le imposte dovute si riferiscono all'anno precedente, ma l'esborso finanzia­rio è avvenuto nell'anno che sto analizzando.

Le imposte relative al reddito prodotto nel 2012 (reddito imponibile) verranno pagate l'anno successivo (2013).

Per il calcolo del reddito imponibile non vengono tenuti in considerazione (celle in azzurro del modello) l'acquisto e la vendita di beni strumentali o gli apporti da titolare che invece influen­zano il reddito disponibile (o reale).

Al contrario, si tengono in considerazione voci quali ammortamenti e accantonamenti che decrementano il reddito imponibile e al contempo, essendo voci di costo non monetarie, non influenzano il reddito a disposizione (reale).

 

Nell'esempio la differenza rispetto al reddito reale è dovuta:

  • all'acquisto di beni strumentali; infatti mentre dal punto di vista fiscale i 6.000 euro spesi per l'ac­quisto del bene verranno suddivisi in più anni attraverso il processo di ammortamento, dal punto di vista finanziario ho già pagato il mio fornitore e di fatto dispongo di 6.000 euro in meno;
  • agli ammortamenti considerati solo per il computo del reddito imponibile (o tassabile).

 

Il reddito al netto delle imposte è la previsione del reddito dopo aver pagato le imposte ed è così calcolato: Reddito imponibile 200N - imposte 200N +1 (che pagherò il prossimo anno). Pertanto, tornando al nostro caso, l'esborso per l'anno successivo (a giugno e novembre 200N+1) sarà così calcolato: imposte dovute 200N (da fig. 4) - acconti 200N già versati nel 200N = saldo 200N + acconti 200N +1 (circa di importo pari alle imposte dovute nel 200N).

Per un ulteriore approfondimento per quanto riguarda le imposte sul reddito rimando al capi­tolo delle imposte sul reddito. Come già ribadito in precedenza, i fogli di calcolo presentati sono dei suggerimenti a cui ognuno può apportare delle migliorie in funzione delle proprie esigen­ze: ad esempio, può suddividere, come già suggerito, i costi in variabili e fissi per poter effet­tuare un'analisi più accurata (vedi esempio).

Analisi previsionale e punto di pareggio

Quando il professionista ha acquisito dimestichezza con i fogli di calcolo e con le analisi previ­sionali, può in seguito approfondire le analisi cercando di trovare, ad esempio, il punto di pareg­gio.

Trovare il punto di pareggio (break even point) serve a rispondere alla domanda:

quanto dovrò incassare e/o fatturare per evitare di restare senza liquidità o per possederne una quan­tità prefissata?

In questo paragrafo vedremo solo un esempio pratico. È necessario inizialmen­te impostare variabili e costanti:

  • costanti: sono le spese fisse;
  • variabili: compensi e spese variabili (materiale).

Le spese fisse non saranno modificate, poiché non vengono influenzate dalle variazioni di fatturato o da altre voci.

Le spese variabili invece possono modificarsi: ad esempio, le spese per materiale crescono con l'aumento del fatturato.

Per semplicità potrò impostare le spese variabili in proporzione ai compensi: ad esempio, ogni 100 euro di compensi potrò impostare 40 euro di materiale.

(Nel foglio di calcolo dell'analisi annuale inserisco nella cella del materiale D13 la seguente formula = 40%*D8).

Successivamente, modificando solo il valore dei compensi, si cercherà di trovare l'importo di liquidità desiderata.

Questa analisi può anche aiutare il professionista a capire quanti prelievi a titolo personale può effettuare per evitare di portare in rosso il conto dello studio.

Chi ha dimestichezza con il foglio di calcolo Excel non dovrebbe incontrare grosse difficoltà.

Inoltre il foglio elettronico, tramite una funzione specifica, permette, impostando la liquidità pari ad un valore prefissato (il punto di pareggio sarebbe = 0) e assumendo come variabile i compensi, di trovare i compensi da fatturare per evitare il “rosso” di liquidità.

La funzione si trova in “strumenti/ricerca obiettivo”nella barra in alto del foglio Excel; imposto la cella “liquidità prevista” o “saldo finale di cassa”(D27) uguale a 0 o ad altro valore desiderato; lo strumento in seguito chiede quale valore modificare per ottenere il risultato richiesto: si impo­steranno, nel nostro caso, i compensi (D8).


Analisi economica

Come già motivato all'inizio del capitolo anche gli studi professionali, quando raggiungono dimensioni importanti, necessitano di analisi che esulano dal solo principio di cassa. Soprag­giunge la necessità di analizzare l'andamento dello studio attraverso una visione “costi-ricavi” di competenza nell'esercizio.

Tratteremo l'argomento solo dal punto di vista teorico, evitando approfondimenti di difficile comprensione che esulano dal compito di un medico o dentista.

Analisi consuntiva

È il classico bilancio d'esercizio regolato dai principi di competenza e correlazione economica. L'argomento non viene approfondito in quanto di difficile comprensione per un “non addet­to”; chi ne fosse interessato può approfondire l'argomento attraverso la lettura di numerosi testi presenti sul mercato.

Analisi preventiva

Il budget economico

Il budget economico assume la forma contabile di un conto economi­co previsionale con spese e compensi d'esercizio, con una struttura che varia a seconda delle esigenze di informazione e di controllo.

Esso deve evidenziare, oltre al reddito netto d'esercizio, anche altri risultati economici lordi o intermedi, la cui conoscenza è fondamentale per valutare a priori l'economicità della gestio­ne futura. L'utilità di tale budget si adatta soprattutto alle strutture medio - grandi, spesso esercitate sotto forma di società di capitali gestite essenzialmente secondo criteri economici basati su principi di correlazione e di competenza, nelle quali si presuppone un'analisi dei costi accurata.

 

Competenza significa che i costi e i ricavi sono imputati nell'esercizio nell'anno in cui si for­mano e indipendentemente dalla data di pagamento o riscossione.

Correlazione significa che ai ricavi del periodo sono legati (correlati) i relativi costi.

Vediamo ora due esempi di struttura del budget economico:

1° esempio di struttura del budget economico

Questa forma di budget economico ha il pregio di evidenziare alcune grandezze fondamenta­li per la verifica del raggiungimento di obiettivi globali della gestione, e cioè:

 

  • il reddito operativo
  • il reddito netto

 

NOME

VALORE

% INCIDENZA SUI COMPENSI

 

 

 

COMPENSI PER PRESTAZIONI

1.000,00

100,00%

 

 

 

- spese dirette per prestazioni

 

 

    compensi tecnici

-50

-5,00%

    acquisto materiali

-60

-6,00%

    ammortamenti macchinari

-15

-1,50%

    spese varie

-12

-1,20%

 

 

 

UTILE LORDO

863

86,30%

 

 

 

- spese commerciali

-13

-1,30%

- spese di ricerca

-15

-1,50%

- spese amministrative

-18

-1,80%

- spese generali

-20

-2,00%

 

 

 

REDDITO OPERATIVO

797

79,70%

 

 

 

- oneri finanziari

-10

-1,00%

- oneri straordinari e atipici (minusvalenze)

-6

-0,60%

+ proventi finanziari

3

0,30%

+ proventi straordinari e atipici (plusvalenze)

2

0,20%

 

 

 

Risultato ante imposte

786

78,60%

 - imposte

0

0,00%

REDDITO NETTO

786

78,60%

 

Descriviamo brevemente le caratteristiche principali, in quanto questo modello non è l'ogget­to principale della nostra trattazione:

 

  • utile lordo è l'utile generato dalla gestione caratteristica dell'attività (i costi diretti); il reddito operativo tiene conto anche di altre spese secondarie (utenze energetiche, cancelle­ria, etc.);
  • il reddito netto è il risultato finale: è il reddito prodotto tenendo conto anche di imposte, di oneri e proventi finanziari e straordinari;
  • le percentuali a fianco sono molto utili per la comprensione del budget: indicano l'inciden­za che le voci di spesa hanno sul totale dei compensi: ad esempio, le spese per acquisto mate­riali sono pari al 6% dei compensi.

Ogni professionista può comunque adattare il prospetto di calcolo a seconda delle sue esi­genze: si può pensare di costruirlo separando costi fissi da costi variabili.

2° esempio di struttura del budget economico

Un'altra struttura di conto economico, più analitica della precedente, è basata sulla:

 

  • suddivisione della gestione tra le “famiglie” o tipi di prestazioni da collocare sul mercato;

 

  • distinzione delle spese secondo la loro “variabilità” (spese variabili e fisse), e secondo le modalità della loro imputazione alle prestazioni (spese dirette e indirette).

 

 

Questa struttura del budget economico è utile perché consente:

 

  • di valutare la redditività globale della gestione, infatti evidenzia sia il reddito operativo che il reddito netto (che sono le principali grandezze utili per il controllo economico della gestione);
  • di apprezzare la redditività delle singole linee di profitti attraverso il loro margine lordo e semilordo di contribuzione.

 


VOCI

 

PRESTAZIONI

 

conservativa

chirurgia

igiene

TOTALE

COMPENSI PER PRESTAZIONI

*

*

*

*

- spese variabili

*

*

*

*

MARGINE LORDO DI CONTRIBUZIONE

*

*

*

*

- spese fisse dirette

*

*

*

*

MARGINE SEMILORDO DI CONTRIBUZIONE

*

*

*

*

- spese fisse indirette

 

 

 

*

REDDITO OPERATIVO

 

 

 

*

± oneri e proventi finanziari

 

 

 

*

± oneri e proventi atipici

 

 

 

*

± oneri e proventi straordinari

 

 

 

*

- imposte sul reddito

 

 

 

*

REDDITO NETTO

 

 

 

*

 

I due tipi di struttura si possono adattare a differenti tipologie di attività: la prima trova appli­cazione principalmente nelle piccole realtà lavorative, come per esempio una struttura forma­ta da un solo medico che opera da solo con mezzi propri senza appoggiarsi ad alcuna strut­tura, mentre la seconda si può adattare meglio laddove ci sia la presenza di più operatori che lavorano insieme (es.: studi associati, società, poliambulatori).

 

Nella seconda struttura si potrebbero anche analizzare i vari tipi di prestazioni creando dei cen­tri di costo, ottenendo un'analisi ancora più dettagliata e sicuramente più mirata al soddisfa­cimento degli obiettivi preposti.